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Se alcuno reciterà devotamente questa preghiera...

 

 

i“Nessuno può darmi ciò che è mio; sappi che se alcuno reciterà devotamente questa preghiera, otterrà la grazia di conoscermi meglio e, per l'efficacia delle parole che contiene, attirerà sopra di sè e riceverà nell'anima sua lo splendore della Divinità, come colui che, girando verso il sole una piastra di puro oro, vede riflettere in essa il fulgore dei raggi di luce”.

Geltrude provò subito l'efficacia di tale promessa, perché, avendo terminata la preghiera, vide l'anima sua investita dalla luce divina e provò, come non mai, la dolcezza della conoscenza di Dio.

(Gesù a Santa Gertrude )

 

Ad un tratto la Santa fu rapita in estasi e nel momento in cui la Grazia inondava con dolce violenza il suo cuore, disse la seguente ispirata preghiera:

 

O Vita dell'anima mia, che gli affetti del cuor mio assorbiti dal fuoco del tuo amore, mi uniscano intimamente a Te! Che il mio cuore rimanga privo di vita, qualora amasse alcuna cosa senza di Te! Non sei Tu che dai ai fiori bellezza, ai sapori delizia, agli odori profumo, ai suoni armonia, alle più care affezioni attrattiva e dolcezza?

Sì, in Tè si trovano i più deliziosi godimenti, da Te zampillano le acque abbondanti della vita, verso di Te attrae un incanto irresistibile, per Te l'anima è inondata di santi affetti, poiché Tu sei l'abisso illimitato della Divinità!

O degnissimo Re dei re, o Sovrano supremo, Principe di gloria, Maestro dolcissimo, Protettore onnipotente, Tu sei la perla vivificante della dignità umana, Creatore delle meraviglie, Consigliere di sapienza infinita, aiuto generoso, Amico fedelissimo.

Chi si unisce a Te, gusta le più caste delizie; riceve le più tenere carezze da Te, che sei il più dolce degli amici, il più tenero dei cuori, il più affettuoso degli sposi, il più casto degli amanti!

I fiori di primavera non più sorridono se si paragonano a Te, fiore raggiante dello splendore di Dio. O amabilissimo Fratello, o Giovane pieno di grazia e di forza, o Compagno infinitamente caro, ospite generoso, albergatore munifico che servi i tuoi amici come se fossero tanti re, io rinunzio a tutte le creature per scegliere Te solo!

Per Te respingo ogni piacere, per Te supero ogni contrarietà e, dopo avere fatto tutto per Te, non voglio essere apprezzata da alcuno, ma solo da Te!

Riconosco, con il cuore e con la bocca, che sei l'Autore ed il Conservatore di ogni bene. Struggendo il mio povero cuore nel fuoco che infiamma il tuo Cuore Divino, unisco i miei desideri e la mia devozione alla forza irresistibile delle tue preghiere, affinché per questa intera e divina unione io sia condotta alla vetta della più alta perfezione, dopo di avere estinto in me tutti i movimenti della natura ribelle.

 

 

Geltrude vide che ciascuna di queste aspirazioni brillava come perla incastonata in monile d'oro.

La seguente domenica, prima della Comunione, assistendo alla Messa, recitava con grande devozione la suddetta preghiera e vide che Gesù ne provava gioia immensa. Allora gli disse: “O amatissimo Gesù, poiché questa supplica ti è tanto gradita, voglio diffonderla e così molti potranno offrirtela a modo di un aureo gioiello.”

 

Il Signore le rispose: “Nessuno può darmi ciò che è mio; sappi che se alcuno reciterà devotamente questa preghiera, otterrà la grazia di conoscermi meglio e, per l'efficacia delle parole che Contiene, attirerà sopra di sè e riceverà nell'anima sua lo splendore della Divinità, come colui che, girando verso il sole una piastra di puro oro, vede riflettere in essa il fulgore dei raggi di luce”.

 

Geltrude provò subito l'efficacia di tale promessa, perchè, avendo terminata la preghiera, vide l'anima sua investita dalla luce divina e provò, come non mai, la dolcezza della conoscenza di Dio.

 

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