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L'olio esorcizzato usato con fede, giova a porre in fuga la potenza dei demoni e i loro assalti. Inoltre giova alla salute dell'anima e del corpo; ricordiamo l'antico uso di ungere con l'olio le ferite e il potere dato da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l'imposizione delle mani e ungendoli con olio. Una proprietà specifica dell'olio esorcizzato è di separare dal corpo le avversità. Molto spesso mi è capitato di esorcizzare persone che hanno subito fatture bevendo o mangiando qualcosa di malefico, è facile comprenderlo da quel caratteristico mal di stomaco o dal fatto che queste persone hanno un particolare modo di eruttare o di esplodere in una forma di singhiozzo o di rantolo, specie in collegamento con azioni religiose: quando vanno in chiesa, quando pregano e soprattutto quando vengono esorcizzate. In questi casi per liberarsi, l'organismo deve espellere ciò che di malefico contiene. L'olio esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità, anche bere acqua benedetta aiuta a questo scopo.

 

Qui giova dare qualche maggiore informazione, anche se chi non è pratico e non ha visto stenterà a credere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta saliva densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa; altre volte si tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario colore, grumi di sangue... Alle volte queste cose vengono espulse per vie naturali; molte volte vomitando; si noti che mai l'organismo ne ha danno, (ne ha invece sollievo), anche se si tratta di vetri taglienti. Altre volte la fuoriuscita rimane misteriosa; la persona sente ad esempio un dolore addominale come se avesse un chiodo nello stomaco, poi trova un chiodo per terra accanto a sé; e il dolore scompare. L'impressione è che tutti questi oggetti si materializzino nell'istante in cui vengono espulsi. Padre Candido affermava: ho visto rigettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa, talvolta anche oggettini di plastica, con la forma di testa di gatto, di rospo, di serpente. Sicuramente questi strani oggetti hanno un collegamento con la causa che ha determinato la possessione diabolica.

 

L’Olio benedetto può essere usato dagli ammalati e dai sofferenti spirituali sia negli alimenti, sia ungendo e frizionando o tracciandolo a segno di Croce sulle parti del corpo interessato dalla malattia. Può essere usato durante la preghiera per tracciare un segno di Croce sulla fronte come una rinnovazione delle Unzioni ricevute solennemente nei Sacramenti, ma l’Olio benedetto è principalmente impiegato come potente segno di protezione sia dei luoghi e degli oggetti.


Ad esempio nelle case dove si avvertono rumori strani, che non trovano una spiegazione umanamente ragionevole (botti sordi nei muri, scricchiolii, oggetti che cadono o si spostano in modo strano… etc.) può essere usato con efficacia tracciando segni di Croce con olio e recitando alcune preghiere specifiche (preghiere a S. Michele Arcangelo, Gloria al Padre, Rosario, etc.) proprio sulle parti dei muri o delle suppellettili da cui provengono tali fenomeni. Si possono anche ungere a segno di Croce gli stipiti delle porte negli ambienti come figura di quanto fece Mosè sulle porte delle case degli Ebrei schiavi in Egitto, affinché fossero protetti al passaggio dello “Sterminatore” (Es 12, 21-23). In questo caso l’Olio benedetto (nella nostra fede) diviene figura del Sangue dell’Agnello di Dio che attraverso il suo sacrificio unico, vince e dona protezione contro le forze del male. Quando i fenomeni sono forti e persistenti, è invece necessaria la preghiera dell’Esorcista e sarebbe opportuna (previa autorizzazione del parroco del posto) la celebrazione della Santa Messa sul luogo stesso.

 

I Cattolici potrebbero riprendere l’abitudine ereditata dal passato di pregare per gli ammalati, riscoprendo i mezzi disponibili… mezzi che sono stati scoperti attraverso lo studio approfondito dell’Epistola di San Giacomo e altri testi che si riferiscono alla guarigione. Quello di cui abbiamo bisogno noi Cattolici è una solida istruzione su questa materia. Sarebbe buona cosa che i Sacerdoti si informassero riguardo a questa Preghiera dell’antico Rituale Romano, e che la utilizzassero poi, per insegnare chiaramente e con sana Dottrina ai laici, come usare l’olio e come pregare per i componenti delle loro famiglie, amici e vicini in modo semplice. Ci sono molte altre benedizioni nelle quali si benedicono oggetti per scopi di guarigione e che derivano da Ordini e Congregazioni Religiose.

 

L’UNZIONE COME SACRAMENTALE
Scrive al proposito il Rev. P. Dario Betancourt, citando il Vescovo Luis M. Estrada, amministratore Apostolico di Izabal (Guatemala): Molti Sacerdoti Cattolici non si sono resi conto che esiste una Benedizione speciale per l’olio, che non è un Sacramento, ma si tratta di una Benedizione per l’olio ad uso quotidiano di “guarigione” e che le persone possono quindi portare a casa e usare per pregare gli uni sugli altri”. Come l’Acqua Benedetta, la cui finalità per uso quotidiano ci ricorda l’Acqua del Battesimo, così questo Olio Sacramentale ci ricorda il Sacramento dell’Unzione. Si osservi che nella Preghiera di Benedizione si parla di “coloro che useranno questo Olio” e si accetta che siano diversi dal Sacerdote che lo benedice.

Negli Atti degli Apostoli leggiamo che Dio operava per mezzo di S. Paolo miracoli non comuni, ed era sufficiente applicare ai malati i fazzoletti e i grembiuli che aveva usato Paolo, perché si allontanassero da loro le malattie e ne uscissero gli spiriti cattivi (At 19, 11-12). Quando usiamo l’olio come sacramentale, nel ministero di guarigione non stiamo realizzando riti dal sapore magico, né qualcosa d’altro; lo facciamo perché abbiamo fede nel potere di Dio che si manifesta anche attraverso quest’Unzione sulla quale si è invocata la forza e l’azione dello Spirito del Signore.

 

 

Dal Libro di Don Gabriele Amorth "Un Esorcista Racconta".