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LA STATUA MIRACOLOSA DELLA MADONNA DELLA «MISSIONE»

La statua di Nostra Signora della Missione sembra che risalga al 1320. è di pietra e misura in altezza m. 1,20. Un'aureola di capelli ondulati, sui quali si abbandona un velo trattenuto da una corona, circonda la sua fronte, completamente scoperta.

Sul braccio sinistro le si adagia il Bambino Gesù, che con la manina accarezza graziosamente il mento della Mamma, mentre la Vergine, trastullandosi con un suo piedino, teneramente sorride.

Statue del medesimo stile e della stessa età si conservano al museo del Louvre. La sua origine sarebbe addirittura anteriore a quella di Notre-Dame di Parigi.

La statua rimase per tre secoli in via S. Dionigi, sul culmine della celebre porta di Filippo Augusto. Quando la porta fu demolita, la statua trovò posto in una nicchia di una casa vicina. Poi qualcuno pensò che sarebbe stata meglio custodita dalle Suore che portavano la marmitta della minestra ai malati e stavano lì vicino.

Così le Figlie della Carità aprirono le porte della loro casa-madre alla statua della SS. Vergine, che fu collocata nel cortile. Questo «ingresso» sembra risalire a quando S. Vincenzo e Sta Luisa de Marillac erano già morti da 21 anni, cioè al 1681.

Tuttavia, dalla prima casa-madre, la statua seguì le Figlie della Carità nelle tre successive case-madri, confermando il suo titolo di Regina delle Famiglie Vincenziane e meritando anche quello di Nostra Signora della Missione.

1) Scapolare Verde:
qualsiasi sacerdote può benedirlo, essendo soltanto una pia immagine.

2) Scapolare Rosso:
a) La benedizione dello Scapolare Rosso non è più «riservata» ai Preti della Missione. Il principio che le «riserve» rimaste sono pochissime e riservate solo ai Vescovi, vale anche per lo Scapolare Rosso.
Persino la benedizione delle stazioni della Via Crucis non è più riservata.
b) La imposizione liturgica dello Scapolare Rosso non è più «riservata». La imposizione di uno scapolare permane solo quando è condizione per entrare a far parte di una Associazione o Confraternita, la quale preveda questo rito.

Lo Scapolare Rosso non è insegna di alcuna Associazione, nemmeno della Santa Agonia, anche se questa Associazione lo ha scelto come emblema.

Per entrare quindi a far parte dell'Arciconfraternita della S. Agonia non è necessaria la imposizione dello Scapolare Rosso.

La cerimonia si può fare, ma non è più «riservata».

c) Lo Scapolare Rosso, come gli altri Scapolari, può essere sostituito da un'unica medaglia scapolare, debitamente benedetta, che abbia da una parte il S. Cuore e dall'altra una qualsiasi Madonna. La medaglia scapolare è più pratica per portarla al collo o sulla propria persona.

Infine non è richiesta alcuna iscrizione.

Non vi sono obblighi particolari. è consigliata una breve meditazione sulla Passione di Cristo specialmente al venerdì e la ripetizione delle giaculatorie scritte sullo Scapolare.
 
FORMULE LITURGICHE
Per chi volesse benedire e imporre lo Scapolare Rosso, riportiamo la formula del Rituale Romanum (ediz. 1941 o altre edizioni posteriori, ma sempre latine) al n° 6 delle Benedictiones Propriae, e ne diamo anche una versione non ufficiale.

BENEDICTO ED IMPOSITIO SCAPULARIS RUBRI PASSIONIS ET SACRATISSIMI CORDIS D.N J.C. ATQUE CORDIS AMANTISSIMI ET COMPATIENTIS B. MARIAE VIRG. IMMACULATAE
Propria Congregationis Missionis

Genuflexo eo, qui suscepturus est Scapulare, Sacerdos, superpelliceo et stola rubra indutus, dicit:
V Adjutorium nostrum in nomine Domini.

R Qui fecit caelum et terram.
V Dominus vobiscum.

R Et cum spiritu tuo. Oremus
Domine Jesu Christe, qui tegumen nostrae mortalitatis induere dignatus, temetipsum exinanivisti, forma servi accipiens, et factus obediens usque ad mortem Crucis: tuae largitatis clementiam humiliter imploramus, ut hoc genus vestimenti, quod in honorem et memoriam dolorosissimae Passionis tuae, tuique sacratissimi Cordis, necnon et Cordis amantissimi ac compatientis immaculatae Matris tuae institutum fuit, atque illo induti haec mysteria devotius recolant, benedicere digneris; ut hic famulus qui (haec famula tua, quae) ipsum gestaverit, te quoque, per tua merita et intercessionem beatissimae Virginis Mariae, induere mereatur: Qui vivis et regnas in sacecula saeculorum.

R. Amen.

Mox Sacerdos sacrum Scapulare aqua benedccta aspergit, et illud imponit, dicens:
Accipe, carissime frater (carissima soror), hunc habitum benedictum, ut veterem hominem exutus (-a) novumque indutus (-a) ipsum digne perferas, et ad vitam pervenias sempiternam. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. Deinde subjungit.
Et ego, ex facultate mihi concessa, recipio te (vos) ad partecipationem omnium bonorum spiritualium, quae per Sanctae Sedis Apostolicae privilegium huic sancto scapulari, in gratiam Congregationis Missionis, concessa sunt.
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti.

R. Amen. Denique dicitur trina vice versiculus sequens:
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti.
 
VERSIONE NON UFFICIALE
Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Egli ha fatto il cielo e la terra.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
 
PREGHIAMO
Signore Gesù Cristo, che hai rivestito la nostra carne mortale, umiliandoti, prendendo la forma di servo e divenendo obbediente fino alla morte di Croce: noi imploriamo umilmente la tua grande misericordia, affinché tu voglia benedire questo abitino, approvato in onore e ricordo della tua dolorosissima Passione, del tuo sacratissimo Cuore e del Cuore amabile e addolorato di Maria Immacolata, affinché quelli che lo porteranno possano meditare più devotamente questi misteri, e affinché questo tuo servo (o tua serva) che lo porterà, possa rivestirsi anche di Te, per i tuoi meriti e per l'intercessione della beatissima Vergine Maria. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.
Il Sacerdote asperge con acqua benedetta lo Scapolare e lo impone, dicendo:
Ricevi, carissimo fratello (o carissima sorella), questo abitino benedetto, affinché, svestito/a dell'uomo vecchio e rivestito/a del nuovo, tu lo possa portare degnamente
e giungere alla vita eterna. Per Cristo N. Signore. R. Amen. Poi il Sacerdote aggiunge:
Ed io, per la facoltà a me conferita, faccio partecipe te (o voi) di tutti i beni spirituali, che per privilegio della Santa Sede Apostolica sono stati concessi a questo santo scapolare, in favore della Congregazione della Missione.
Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. R. Amen.
Infine si ripete per tre volte il seguente versetto:

Ti preghiamo, o Signore, soccorri i tuoi servi che hai riscattato col tuo prezioso sangue!  

Devozioni - 2020